Id'A: Marcegaglia
Con circa 6,2 milioni di tonnellate di acciaio lavorato Marcegaglia è uno tra i maggiori operatori mondiali nella trasformazione dell’acciaio.
Lo stabilimento di Gazoldo degli Ippoliti, piccolo paesino del mantovano, storica sede e ancora oggi suo quartier generale, in più di sessant’anni di attività, ha visto la costruzione di circa 4,8 milioni di mc di opifici, forni e depositi che costituiscono l’architettura di un luogo “altro” rispetto al territorio che lo circonda, ancora fortemente caratterizzato dalla dimensione agricola del paesaggio.
L’alterità dei luoghi è stata ulteriormente accentuata con la costruzione avvenuta alla fine degli anni 90’ del grande edificio direzionale denominato “il palazzo” lungo 120 ml e alto 6 piani, emblema di un vero e proprio limite fisico tra la fabbrica ed i luoghi che la circondano.

La guida dell’azienda di famiglia, passata negli ultimi anni a Emma e Antonio Marcegaglia, figli dei fondatori, vuole essere programmaticamente rappresentata nella costruzione di un nuovo spazio che racconti non solo la storia dell’azienda ma anche gli aspetti valoriali su cui si fonda la loro visione del futuro.
La tesi su cui si fonda il progetto è cogliere l’occasione del nuovo investimento per ripensare l’intera fabbrica, coinvolgendo l’intero complesso industriale a partire dalle aree esterne del grande parcheggio prospiciente l’ingresso. Il progetto diviene quindi un lavoro di rigenerazione complessiva del complesso industriale per pensare alla fabbrica come uno spazio aperto e comune, dedicato a generare lavoro, relazioni e comunità.
Questa visione si rivela attraverso una serie di addizioni che si integrano con l’esistente con la riscrittura di luoghi e spazi dedicati prevalentemente alle “persone” che in esso operano, quelle stesse che in sessant’anni di storia dell’azienda si sono avvicendate per generazioni, costruendo nel tempo un vero e proprio senso di appartenenza.
Il primo obiettivo è stato quello di immaginare la “fabbrica” come un luogo comune, dedicato a generare relazioni, rapporti, condivisione. Un luogo per la comunità dove il contributo di ognuno diviene l’occasione per produrre un diverso valore economico, sociale e ambientale del lavoro.


È stata attuata una riorganizzazione di tutti gli spazi esterni, in particolare sulla grande area a parcheggio di circa 58.000 mq, compiendo una restituzione urbana e paesaggistica con la realizzazione un parco/parcheggio alberato con nuove aree a verde nelle quali sono stati piantumati più di 300 alberi e realizzati spazi di socializzazione, parcheggi alberati, viali e piste ciclabili.
È stata rappresentata l’idea che la fabbrica sia un luogo aperto, che accoglie attraverso la realizzazione del nuovo padiglione d’ingresso, da dove tutti entreranno, uno spazio trasparente e completamente vetrato con un grande tetto. Il tetto è metafora della casa, e la fabbrica diviene così “Casa Marcegaglia”. Questo è il nome che si è voluto dare a questo processo di rigenerazione.
Il tetto del padiglione d’ingresso allude anche alla presenza di una “soffitta della memoria”, metafora di quel patrimonio di competenza e sapere del fare di cui è intrisa la storia dell’azienda. Questa metaforicamente si riverbera in tutti coloro che entrano nel padiglione d’ingresso attraverso il soffitto rispecchiante e la luce che penetra all’interno dall’alto per mezzo di un lungo lucernario. Da questo primo padiglione si può accedere alla fabbrica, alle nuove addizioni con gli spazi espositivi, la biblioteca, l’archivio storico e tecnico, l’Accademy e la mensa.
Il senso di unità e appartenenza delle persone che operano all’interno della fabbrica è reso programmaticamente esplicito dall’uso, per la realizzazione delle strutture di sostegno, di un’infinità di sottili pilastrini che, uniti gli uni agli altri, sono pensati a sorreggere i tetti dei nuovi padiglioni ma anche a rappresentare l’intera comunità aziendale.





Vittorio Longheu
Laureato in Architettura presso lo IUAV di Venezia nel 1988. Inizia la sua attività professionale nel 1989 avvicinandosi, negli anni, alla progettazione di molteplici temi che spaziano dalla residenza agli edifici e spazi pubblici.
Ha sempre affiancato alla professione la ricerca e l'insegnamento in varie università tra cui lo IUAV di Venezia, il Politecnico di Milano, l’università di Ferrara. Partecipa a convegni in Italia e all'estero ed è stato invitato ad esporre in numerose mostre tra cui la Biennale di Venezia.
Ha vinto vari premi di architettura tra cui il "Premio Luigi Cosenza” e il “DesignPlus” di Francoforte. I suoi lavori sono pubblicati in riviste nazionali e internazionali.

Progetti Correlati

Torna a: Itinerari d'Architettura

Pegognaga

Sabbioneta
