Massimo Ferrari: Una Storia in Tre Atti
Mostra sul lavoro di Massimo Ferrari attorno al tema dello spazio urbano e il dialogo tra architettura e arte.
Dal 28 settembre 2026, la Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Mantova ospita un’esposizione dedicata all'opera dell'architetto e docente del Politecnico di Milano, focalizzata sull'intersezione tra memoria urbana e intervento artistico.
La mostra si inserisce nelle iniziative della neo-nascente Fondazione dal titolo “ARCHITETTURA E ARTE” che vuole raccontare l’intreccio di relazioni e storie che nascono dalla collaborazione tra un architetto, un designer ed un artista.
Massimo Ferrari (Piacenza, 1965) architetto, dottore di ricerca in Composizione Architettonica e Urbana allo IUAV di Venezia, è professore associato in Composizione Architettonica e Urbana al Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico Milano.
MANTOVA — Si inaugura il prossimo 28 settembre presso la Sede della Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Mantova la mostra dedicata alla ricerca dell’architetto Massimo Ferrari, professore al Politecnico di Milano sul tema dello spazio urbano nella città storica, in dialogo con l’artista Giorgio Milani il cui lavoro è stato esposto nei mesi scorsi alla Biblioteca Teresiana con la mostra “Giorgio Milani. Babele” e di cui è in corso una mostra nel vicino Spazio Arrivabene 2.
Attraverso un percorso espositivo fatto di pezzi misurati, la mostra ospitata negli spazi della Fondazione illustra l'occasione per Massimo Ferrari di riflettere sul tema della riqualificazione urbana dello spazio pubblico con una particolare attenzione al progetto per Largo Bacciocchi a Piacenza, tassello fondamentale della misurata strategia urbana intitolata “Una storia in tre atti” (Piacenza, 2002–2006) progettata di concerto con il Comune di Piacenza.
Al centro del racconto espositivo il fecondo dialogo strutturato tra l'architettura e la sensibilità dell'artista Giorgio Milani. Il progetto di Largo Bacciocchi fa della memoria storica la sua materia prima, la geometria tracciata dal castrum romano viene riletta e restituita alla città contemporanea attraverso un segno architettonico rigoroso e una linea poetica incisa sulla pietra a terra.
«All’architettura il compito di raccontare le ragioni della città. All’arte il compito di rendere l’emozione di questa scoperta.» È su questo presupposto critico che si fonda l'esperienza di Largo Bacciocchi, uno spazio pubblico concepito come luogo privilegiato di valore sociale e culturale, dove la parola scultorea di Milani (i celebri Poetari) incontra la chiarezza distributiva e geometrica del progetto urbano.
La mostra ripercorre in tre passaggi – corrispondenti ai tre piccoli interventi urbani situati al limite della città compatta piacentina – la lettura critica della città, gli studi e i disegni fino alle fotografie del progetto costruito che hanno guidato la rigenerazione di questi luoghi urbani, offrendo una riflessione profonda sul ruolo del progetto contemporaneo nella città storica.
Piazzetta della Ferma, Piazza Sant'Agnese, Largo Bacciocchi ciascuno con la propria composizione urbana raccontano la possibilità dell’architettura di difendere le differenti memorie, di attribuire un valore contemporaneo alla qualità da raccontare nella nuova composizione.
Il focus su Largo Bacciocchi: Architettura e Parola
A Largo Bacciocchi, l'asse centrale di pavimentazione in lastre di porfido definisce l'antica strada transitabile e la misura del castrum romano. L'intervento di Giorgio Milani si inserisce come traccia identitaria lungo il limite antico della città, una linea di caratteri che appaiono come incisi nella pietra a terra, dove la scultura incontra la poesia (i Poetari).
Lo spazio di relazione tra i due edifici scolastici diventa così un dispositivo della memoria, capace di rendere comprensibile e fruibile per la comunità contemporanea la sovrapposizione stratificata della storia urbana (dalla città romana a quella mercantile e murata).
Massimo Ferrari: Una storia in Tre Atti
Il 28 settembre alle ore 17, contestualmente all’inaugurazione della mostra verrà presentato – allo Spazio Arrivabene 2 – il catalogo della mostra “Giorgio Milani. Babele”. Sarà presente l’artista Giorgio Milani, i curatori Francesca Ferrari, Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi e Cesare Guerrà che nel catalogo ha scritto un saggio sulle vicende della Biblioteca Teresiana.
Sede
FAM - Fondazione Architetti Mantova
Via Arrivabene, 4, Mantova
Inaugurazione
Lunedì, 28 Settembre 2026 ore 17
(presentazione del Catalogo GIORGIO MILANI.BABELE ore 17 presso Spazio Arrivabene 2)
Periodo di apertura
Dal 28 settembre al 17 ottobre 2026
Orari di apertura
Da martedì a venerdì 10.00-12.00; giovedì 14.00-16.00
Ingresso Libero
Info e Contatti: info@fondazionearchitettimantova.it










