Id'A: Sabbioneta
È imprescindibile, in un’azione volta alla valorizzazione delle mura di Sabbioneta, un pensiero sulla luce. Il disegno della città, infatti, si identifica con il suo monumentale perimetro, determinandone l’unicità della forma.
Da questa semplice considerazione si configurano le scelte di progetto volte proprio a facilitare la percezione della forma urbis e del rapporto di questa con lo spazio circostante.
Il lavoro parte da un’analisi della luce naturale attraverso le stagioni, questo approccio ci ha permesso di definire un progetto il cui fine è trasmettere la naturale presenza della città.

Si predilige una luce che evidenzia i bastioni in modo asimmetrico, quasi simulando il movimento terrestre.
Per Interpretare questa visione scegliamo di lavorare con la luce a strati, illuminando i bastioni sul perimetro e le lanterne (intese come le parti sommitali di absidi, campanili e palazzi) degli edifici posti al centro dell’abitato. In questo modo la luce proveniente dall’interno dalle lanterne dei palazzi e delle chiese permette di comprendere la profondità e di percepire la complessità spaziale di questo borgo.
Alla base del progetto c’è l’intenzione di privilegiare una visione onirica, lontana da un atteggiamento puramente tecnico, che, guidato dal mero calcolo illuminotecnico, rischierebbe di spettacolarizzare l’esperienza dell’approccio con Sabbioneta.
Il rapporto con il paesaggio deve rimanere morbido, dove una luce calda (3000 k), aiutata dalla distanza tra il soggetto e le mura, restituisce l’immagine di questa isola di mattoni in modo graduale, una presenza nel luogo, il luogo stesso.
I prodotti proposti sono di tre tipi, uno per le mura e due per le lanterne.
Per le mura si propone un apparecchio in vetro, tubolare, alimentato a led, lungo 1,82 ml (comprensivo di carter) posizionato a circa 50 cm da terra e opportunamente orientato per lavare le mura.

Questo elemento viene protetto da un carter, proposto in colore bronzo scuro che, come evidenziato negli elaborati grafici, ha una sezione poligonale che privilegia l’orientamento del fascio luminoso.
I supporti sono a sezione romboidale, si rastremano verso l’attacco con il corpo del proiettore e contengono i cavi di alimentazione.
Per la lanterna di palazzo Ducale si propongono dei prodotti semplicemente appoggiati a terra di forma cubica in alluminio alimentati a led che misurano in pianta circa 28x28 cm e 22 cm di altezza.
La luce prodotta illumina le pareti interne dello spazio, trasmettendo luce all’esterno in modo indiretto, con un effetto semplice e quasi domestico.
Per le altre lanterne si propone un prodotto che produce lo stesso effetto, ma orientabile, più adatto alle ristrette dimensioni degli spazi per cui sono pensati.
Di dimensioni ridotte 15,5 x 15,5 cm in pianata e alte 12,5 cm, montati a terra su apposita staffa, illuminano le pareti e i cieli delle Lanterne.
In considerazione che l’area d’intervento è soggetta a vincolo archeologico, i lavori verranno effettuati in accordo con la competente Soprintendenza e con assistenza archeologica continuativa, in ottemperanza dell’art. 25 del DM 50/2016.


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